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LA ZECCA DI TRENTO E LE MINIERE DEL CALISIO
Nel 1182 l’imperatore Federico II concesse al vescovo Salomone il diritto di coniare moneta. Anche Trento ora aveva la sua zecca!

Dove andare a prendere la materia prima, il preziosissimo argento?
Ma sull’altopiano del Calisio ovviamente, con i suoi ricchissimi filoni di galena argentifera. E poi la zona era così vicina alla città!

Si iniziarono a coniare i cosiddetti grossi (= 20 denari) e i denari.

Purtroppo però le cose non potevano andare bene all’infinito: nel corso nel Duecento le parti più ricche di minerale delle canope si andarono esaurendo, tanto che si dovette ricorrere all'importazione della materia prima da Nord.

L’attività di conio in quel periodo però non si fermò. Il vescovo iniziò a dare in pegno o in affitto la gestione della zecca a mastri monetieri dai nomi che ora suonano come bizzarri: Facino, Turisendo, Benvenuto.

La zecca di Trento rimase attiva fino al 1284.

Ph: Niccolò Caranti, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

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